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  • Rilevatori di testi generati: che cosa può dirti un programma e che cosa no

    Rilevatori di testi generati: che cosa può dirti un programma e che cosa no

    Nei corsi la domanda arriva sempre alla fine: esiste un programma che me lo dice? È una domanda ragionevole, di chi ha una pila di fogli sul tavolo e la sensazione che qualcosa non torni. Per il libro ho provato a rispondere con una prova.

    La prova

    Quattro testi sullo stesso argomento, di cui conoscevo la provenienza perché l’avevo decisa io: uno scritto a mano, lo stesso testo passato a uno strumento con la richiesta sistemami questo testo, lo stesso con riscrivilo, uno generato da zero. Poi tre rilevatori gratuiti, nella stessa sessione, senza correggere niente.

    Che cosa è successo

    • Tutti e tre hanno giudicato il testo scritto a mano come il più umano dei quattro. Va detto per primo.
    • Nessuno dei tre ha messo i quattro testi nell’ordine giusto.
    • Sul testo generato da zero i tre programmi non concordano su niente.
    • Il testo scritto da me e solo sistemato nella forma è stato classificato come generato da due programmi su tre.

    Quest’ultimo è il caso che in classe capita davvero: uno studente scrive di suo e chiede una mano sulla forma, come si è sempre fatto con un genitore o un correttore automatico. È il caso su cui, in quella prova, hanno sbagliato di più.

    Nomi dei programmi, condizioni, esiti e i quattro testi integrali sono nella pagina dei reperti, per chi vuole rifare la prova. Non sono una classifica e non suggeriscono una soglia.

    Sul testo non c’è un segno da leggere

    A settembre 2026 i segnali di provenienza documentati dai fornitori riguardavano immagini e audio, non il testo. E dove un segnale esiste dice dove è stato generato un file, non chi ha fatto il lavoro. La situazione può cambiare: la teniamo d’occhio nella pagina degli aggiornamenti.

    Che cosa si fa al loro posto

    Si ancora la consegna. Una riga che leghi il lavoro a qualcosa che esiste solo nella tua classe: l’ultima verifica corretta, il brano di giovedì, un dato raccolto insieme. Non impedisce di generare il testo. Rende visibile quale parte della consegna manca nel lavoro.

    Si chiede di dichiarare. Tre righe in fondo al compito: se uno strumento è stato usato, per che cosa, che cosa lo studente ha cambiato di sua mano. Va chiesta a tutti, sempre, anche quando la risposta è niente. Va chiesta prima, nella consegna. E dichiarare un uso non abbassa il voto: se era dentro le regole non c’è niente da abbassare.

    Per lunedì mattina

    Prendi la prossima consegna e aggiungi una riga che nomini una cosa a cui c’eri. Quando correggi non cercare chi ha usato qualcosa: cerca la riga ancorata e guarda se è piena. Se è vuota, hai una domanda da fare a quella persona. Comincia con: questo pezzo qui, me lo racconti?

    La prova completa e il ragionamento sono nel capitolo 17 di Insegnare quando l’IA è già in classe.