La discussione va quasi sempre nello stesso modo. Qualcuno propone di adottare un documento, qualcun altro dice che prima bisognerebbe capire di che cosa stiamo parlando, una terza persona osserva che i ragazzi lo usano già. In fondo alla sala c’è un collega che non ha parlato e che, quando parla, dice che la scuola ha altri problemi.
Su una cosa ha ragione: il costo di adottare qualcosa non è mai zero. L’unico modo per rispondergli è portare una proposta che costi poco davvero.
Che cosa si decide in collegio e che cosa no
In collegio non si decide se un trattamento di dati personali è lecito o se serve una valutazione d’impatto: sono valutazioni del titolare del trattamento, con il responsabile della protezione dei dati. Si può discutere invece di didattica e di regole condivise: che cosa si chiede agli studenti di dichiarare, come si scrive nelle consegne, quali usi degli strumenti sono compatibili con il lavoro scolastico.
Il documento che molte scuole chiamano PIA
Molti istituti hanno adottato un documento sull’intelligenza artificiale e spesso lo chiamano PIA. La sigla non compare nel testo delle Linee guida ministeriali allegate al decreto dell’agosto 2025. Non vuol dire che le scuole sbaglino: vuol dire che quel documento può avere la forma che serve alla tua scuola. Due pagine che la gente legge valgono più di venti che stanno in una cartella.
Come si scrive una riga che non invecchia
Una riga che autorizza un prodotto preciso per la revisione linguistica dipende da quel prodotto: dal suo nome, dalle sue condizioni, dalla sua disponibilità. Una riga che dice quando un elaborato è stato prodotto con l’aiuto di strumenti automatici, lo studente lo dichiara nella consegna, indicando in che modo li ha usati non nomina nessun servizio e sopravvive al cambio dello strumento.
Il nome di un prodotto, di un piano commerciale o di una versione può stare in una parte separata e aggiornabile. Il principio deve vivere a un livello più stabile.
La mezza pagina da portare
Se in collegio puoi portare una cosa sola, porta l’elenco di quello che non si delega: il voto, il giudizio globale, la non ammissione, il caso limite, che cosa è successo in quell’ora, la relazione con la famiglia. Nessuna è una regola sull’IA. Erano vere anche prima. Adesso è diventato urgente scriverle.
Per lunedì mattina
Se il documento esiste, conta quante volte nomina un prodotto e quante volte descrive un gesto chiesto a chi consegna. Se non esiste, non proporre di scriverlo: proponi una riga, quella sulla dichiarazione nelle consegne, da provare per un quadrimestre.
Il capitolo 19 di Insegnare quando l’IA è già in classe è dedicato a questo; nel fascicolo Governare del quaderno d’aula trovi la riga per le consegne e la traccia del punto da portare in collegio.

